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postheadericon Quarto incontro Ariac Puglia_gen2008

Sono presenti: Annolfi Gino, Balta Antonio, De Felice Mara, D’Errico Iolanda, Di Giovane Ludovico, Di Iasio Anna, Gentile Paola, Granatiero Rosangela, Menichella Michela, Olivieri Flora, Pedata Emilia, Porcu Rosa, Ezio Prontera e Tibollo Maria.

Risultano assenti giustificati: Norma De Francesco, Anna Maria Iorio e Francesca Napoletano. A fine serata, a conclusione di improrogabili impegni di lavoro, Annamaria Iorio raggiunge da Lucera la Petrarca per condividere gli esiti e gli accordi scaturiti dell’incontro.  

 Ordine del giorno:

1 - cerchio di vita (all. 1 a cura di Paola);
2 - discussione sul "profilo socio ariac" in vista della campagna di iscrizione 2008 (all. 2);
3 - struttura convegno di marzo: prime ipotesi di lavoro;
4 - aspetti positivi/problematici della serata ed ipotesi di miglioramento (by Ludovico).
 

Alle ore 16.30 apre l’incontro Gino Annolfi, che constatata la presenza di tre nuovi colleghi interessati alle attività dell’ARIAC, porge loro il benvenuto.

 I tre nuovi soci illustrano all’assemblea notizie essenziali sul proprio excursus professionale e sulle motivazioni che li hanno portati ad avvicinarsi ad ARIAC. Si presenta per prima Maria Tibollo (invitata da Paola Gentile) poi Ezio Prontera, (invitato da Ludovico Di Giovine) ed infine Antonio Balta (invitato da Rosangela Granatiero).  

La parola passa a Ludovico, che facendo riferimento alla fase finale dell’incontro del 28 novembre 2007, in cui aveva proposto ai soci (con il plauso unanime dei presenti) di esprimere un aspetto positivo, uno problematico e uno migliorativo del lavoro svolto, mette in evidenza che i nostri incontri sono a tutti gli effetti una sessione di formazione/autoformazione.

Di conseguenza è sempre auspicabile inserire adattamenti in sede di revisione critica per rendere i processi più significativi e maggiormente orientati ad ottimizzare risorse e contributi.

 Pertanto oggi ciascuno socio, a conclusione dei lavori ed a parziale modifica della procedura adottata in novembre, sarà invitato a rispondere a domande del tipo:

Ÿ        Cosa pensi di aver ricevuto dagli altri?;

Ÿ        Cosa senti che avresti potuto dare e non hai dato?;

Ÿ        Cosa pensi possa rendere il lavoro più efficace?”.  

1 - Prende la parola Paola Gentile che distribuisce sia una breve sintesi dell’apprendimento cooperativo, che i materiali relativi al gioco “Il cerchio di vita” da lei proposto (allegato 1 del presente verbale).

Secondo Paola “Il cerchio di vita” rappresenta una modalità ludica per avvicinarsi all’apprendimento cooperativo ed una struttura utilizzabile in varie situazioni scolastiche per avviare i processi di socializzazione e favorire la nascita di corrette relazioni tra i membri di un gruppo nascente (ad esempio: ingresso nuovo docente, ingesso nuovi alunni/e, inizio anno scolastico, classi problematiche . . . ).

Il gioco si svolge in coppie (costituite casualmente grazie alla distribuzione di cartellini con immagini a metà da abbinare con la metà mancante) ed è articolato in tre fasi (vedi all. 1): 

1.      la prima fase è di lavoro individuale (5 minuti): ciascun membro della coppia costruisce il proprio cerchio di vita scrivendo al centro di un foglio, in cui è stato disegnato un grande cerchio, il proprio nome e cognome e, successivamente, altri dati significativi della propria personale esperienza, comprese (eventualmente) le emozioni e le aspettative relative all’ARIAC; 

2.      la seconda fase è un’attività in coppia (15 minuti): ogni membro mostra al compagno il proprio cerchio di vita; l’altro legge, riflette e formula ipotesi sulla base dei dati forniti; inizia uno scambio di opinioni in cui ognuno integra o modifica le informazioni precedenti; la stessa procedura viene ripetuta per l’altro membro della coppia; 

3.      la terza fase è assembleare (tempo da definire in base al numero dei partecipanti): ciascuno presenta al gruppo il proprio compagno di coppia. Dai diversi interventi è emersa la convinzione che insieme (grazie alla costruzione di relazioni umane feconde e fortemente ancorate alle biografie personali) è possibile osare di più e che il cambiamento è frutto sia di una dose di anticonformismo che di una riflessione critica più approfondita, possibile a livello individuale in ragione delle sollecitazione e degli scambi  propri del gruppo. Una associazione, quindi, può rappresentare un insostituibile spazio di crescita personale e di condivisione di ipotesi di lavoro innovative. 

   2 - Ogni Socio riceve un cartoncino con il testo definitivo del “Profilo Socio Ariac” (definito collegialmente in prima battuta e successivamente rivisitato con il particolare contributo di lia, flora, lina, rosa e gino) che intende arricchire/tradurre quanto analiticamente stabilito in alcune parti dallo statuto (vedi art. 2). Si concorda di seguire l’esempio di Paola, Ludovico e Rosangela in riferimento alle nuove iscrizioni: consentire al gruppo una crescita armoniosa e progressiva con l’innesto (garantito da un membro del gruppo) graduale di limitati soci che per storia e sensibilità sono in perfetta sintonia con il “Profilo Socio Ariac”. 

 3 - Gino propone di accantonare per il momento l’ipotesi di tenere in marzo l’evento regionale: innumerevoli impegni scolastici saturano le scuole (ed il personale) di adempimenti ed attività. Si ipotizza di collocare in altra data una opportuna iniziativa pubblica che miri anche a socializzare attività progettuali in ambito cooperativo che le scuole di servizio dei soci vanno sperimentando nel corso dell’anno scolastico appena avviato. 

 4 - La seduta termina con l’autovalutazione individuale (ed il conseguente momento di socializzazione assembleare) secondo le nuove modalità proposte da Ludovico. La discussione che emerge è sicuramente significativa perché consente di far affiorare emozioni e speranze senza le quali non sarebbe possibile alimentare positivamente la vita di un gruppo, soprattutto quanto vanno superate incomprensioni e contrarietà.

 non a caso: i soci “ariac puglia” si impegnano:

a maturare una migliore conoscenza di sé attraverso il confronto e la relazionecon gli altri e le diverse opportunità offerte dalle attività associative;

ad accogliere l’altro e ad aver cura della relazione filtrando, ove necessario,le proprie emozioni e manifestando comprensione per quelle altrui;

ad interiorizzare  la consapevolezza della soggettività delle proprie interpretazioni edella necessità di aprirsi agli scambi ed alla cooperazione con l’altro senza pregiudizi;

a praticare l’autoironia e l’ascolto paziente  per depotenziare le incomprensionied “alleggerire” le “interferenze emotive” che potrebbero condizionare le relazioni;

a considerare i feed-back  mezzo privilegiato per riflettere criticamente e tenderesia al miglioramento personale che al benessere del gruppo “ARIAC”.  

 

f.to Gino/Anna/Rosangela   Monte S. Angelo, 12 febbraio 2008                                                                             

Ultimo aggiornamento (Domenica 23 Marzo 2008 23:05)

 
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